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Pazienti “ingessati” con il cartone, i medici: «A Reggio Calabria come in tempo di guerra»

Cartoni per “ingessare” le fratture a Reggio Calabria. «Come un ospedale da campo in tempo di guerra. Il risparmio elevato a sistema, l’arte di arrangiarsi a pratica terapeutica». Così il segretario Nazionale Anaao Assomed, Carlo Palermo commenta l’utilizzo da parte dell’Ospedale di Reggio Calabria di cartoni per trattare lesioni ossee al posto di più moderni dispositivi medici o del più tradizionale gesso.

«Le giustificazioni date dal primario del Pronto Soccorso del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, in merito all’uso di cartoni per le immobilizzazioni di fratture sono semplicemente scandalose». Lo afferma Gianluigi Scaffidi, segretario aziendale del sindacato Anaao-Assomed di Reggio Calabria in merito alla vicenda legata all’uso di cartone per immobilizzare un arto fratturato nell’ospedale della città calabrese.

«Come sindacato ci riuniremo – prosegue Scaffidi – e chiederemo al ministro della Salute, Giulia Grillo, l’invio di ispettori del ministero. Constatiamo il silenzio della politica locale. Quella stessa politica che ha nominato questo direttore generale, e quest’ultimo i primari. Il Governatore Oliverio tace, come sempre. Quello che è successo è solo la punta di un iceberg una situazione che tempo fa avevamo denunciato attraverso la stampa. In quell’occasione evidenziammo tutta una serie di problemi a danno dei cittadini, dei pazienti, soprattutto per carenza di personale. Dopo tre giorni ci risposero i tre direttori, generale, amministrativo e sanitario, ed i nove capo dipartimento, assicurandoci che tutto va bene ed accusandoci di fare procurato allarme sociale. Ed è quello che abbiamo visto».

«Non è vero che si tratta di un solo caso avvenuto in assenza del primario. I casi accertati sono quattro, almeno quelli di cui abbiamo conferma fotografica. E non è giusto accusare i colleghi di negligenza, quando manca il primario. Non è giusto farli passare per incapaci. Mentre il direttore generale, come sempre, ha manifestato sorpresa, affermando di non sapere nulla». Lo ha detto all’Ansa Gianluigi Scaffidi, segretario aziendale del sindacato Anaao-Assomed di Reggio Calabria. «Le prime vittime di questa vicenda – ha aggiunto Scaffidi – sono i medici, che ci mettono la faccia in quello che fanno e l’eventuale danno professionale è carico loro. Quello che mi stupisce sono le giustificazioni fornite dal primario del Pronto Soccorso Angelo Ianni e dal Dg dell’Azienda ospedaliera Frank Benedetto: semplicemente fanno ridere. Il Reparto di Ortopedia dell’ospedale di Reggio Calabria ha grossi problemi».

«Quando il reparto chiude, alle 20 – afferma ancora il segretario aziendale del sindacato Anaao-Assomed – in caso di pazienti con fratture, il Pronto soccorso, non avendo tutori pneumatici o le guide pneumatiche quando deve immobilizzare un arto per sospetta frattura o per un accertamento, è costretto ad usare del cartone». «Una procedura rischiosa – conclude Scaffidi – che può determinare gravi complicanze per il paziente perché se c’è una frattura e questa si muove possono nascere danni vascolari o emboli gassosi».

«Ministro Grillo spieghi: in un ospedale a Reggio Calabria manca il gesso. Le fratture vengono curate col cartone! Nemmeno in un ospedale del Terzo Mondo! Dov’è finito il diritto alla salute? Il ministro della Salute Grillo ce lo spieghi!!». Lo scrive il presidente nazionale Udc Antonio De Poli in un post su Facebook.

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