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Baiano Il Maio di Santo Stefano “battezza” il Festival europeo dei culti arborei.

L’importante riconoscimento coincide con le celebrazioni dell’ Anno europeo del patrimonio culturale, con cui la Regione-Campania ha premiato con il finanziamento di 70 mila euro la qualità e gli obiettivi del progetto proposto dalla civica amministrazione nel quadro del Poc 2014\2020 a sostegno della rigenerazione urbana, facendo leva sulle tradizioni e sulle identità storiche delle comunità.
E’ full immersion per il Maio di Santo Stefano, che inaugura il Festival europeo dei culti arborei, le cui traiettorie corrono e s’intersecano dalle aree settentrionali a quelle mediterranee del Vecchio continente, che fa da anello di congiunzione tra l’ Africa e l’Asia sul versante russo e balcanico; Festival, che si avvale dell’importante e qualificante riconoscimento della Regione-Campania, nel quadro delle linee strategiche del Poc 2014\2020, finanziato da Bruxelles con risorse pari a 70 mila euro; riconoscimento che premia l’originalità, ia qualità e le finalità del progetto elaborato dal gruppo di studio incaricato e proposto dalla civica amministrazione, seguendo le direttive e le disposizioni del Poc per il 2018, proclamato Anno europeo del patrimonio culturale, mirato a sviluppare e a far lievitare le visioni e le pratiche dell’esercizio della Cittadinanza europea, avendo quali riferimenti basilari le tradizioni e i profili identificativi delle storie delle comunità locali e dei territori. Un itinerario di Cittadinanza che, in tutta evidenza, declina la contemporaneità della società globale con gli apporti forniti dalla civiltà europea e dalle sue multiformi anime che si dispiegano nelle realtà locali. Un mix vivo e vitale.
In questa luce si colloca la rilevanza che assume il Festival, conferendo al Maio di Santo Stefano, e a tutto ciò che si muove al suo interno sul piano delle idee e dell’organizzazione, un ruolo, per il quale è chiamato di anno in anno a migliorare se stesso, osservando la missione disegnata dal Poc della Regione-Campania, per confermare la “guida” del Festival e i correlati finanziamenti comunitari, per puntare acatalizzare sponsorizzazioni private, che permettano al Festival di camminare sulle sue gambe, senza gravare sui pubblici bilanci. Un impegno che richiede entusiasmo e metodica applicazione con chiarezza di obiettivi.
E sotto questo aspetto merita attenzione, il metodo utilizzato dall’amministrazione e dalle associazioni della vicina Casamarciano, la piccola ed operosa comunità dell’area nolana che nell’arco di un decennio ha sviluppato un organico intervento di politica culturale con il Festival del Teatro, diventato una rassegna di carattere nazionale di alto livello e richiamo per la qualità delle compagnie partecipanti. Un vero successo. E così il Festival nelle settimane settembrine di svolgimento diventa un autentico attrattore del turismo culturale ed enogastronomico regionale ed extra-regionale; Festival, che negli ultimi anni si è arricchito dell’anteprima di rappresentazioni itineranti di Grande teatro classico sul territorio negli appuntamenti di luglio.
Di certo, il passo con cui il Maio di Santo Stefano ha impresso l’abbrivio al Festival é ben promettente, grazie al programma variegato e composito di manifestazioni ed iniziative, che ne costituiscono il “cartellone”, messo in … campo ed articolato in quindici giornate; manifestazioni e inizaitve all’insegna di convegni e incontri sulle tradizioni e usanze popolari, concerti di vari generi musicali e spettacoli d’ intrattenimento nell’ambientazione del centro storico di piazza Santo Stefano, piazza Francesco Napolitano e nella Corte del Palazzo comunale. Una seriedi eventi che franno da cornice e scansione all’appuntamento-clou del 25 dicembre, il Natale speciale che si vive a Baiano, per protrarsi sino al 6 gennaio. E’ il Natale dedicato al Maio di Santo Stefano, tra le più note e pittoresche testimonianze degli antichi culti arborei del Sud appenninico e sub-appenninico, praticati dalle comunità, la cui cultura materiale , basata sull’economia dell’auto- autoconsumo, in larga misura era generata dai boschi, soprattutto dalla lunga filiera connessa con la lavorazione e trasformazione dei materiali lignei, in funzione, tra l’altro, dell’edilizia e della panificazione domestica.
Di rilievo nella presentazione del Festival – svoltasi nella Sala consiliare del Palazzo municipale- gli interventi del sindaco Enrico Alaia, del presidente della provincia di Avellino, Domenico Biancardi, ch’è anche sindaco di Avella, e dell’on.le Enzo Alaia, vice-presidente della commissione per la Sanità della Regione-Campania. Una serie di riflessioni, per marcare l’importanza delle politiche di coesione intercomunali. E il Festival -sottolineava Biancardi- costituisce un tassello notevole, per dare compiutezza al progetto della fusione intercomunale tra Avella, Baiano, Sperone, Sirignano, Mugnano del Cardinale e Quadrelle, che segnano la road map delle Feste dei Mai dell’intero territorio adagiato ai piedi dei Monti Avella.

Il Vademecum del Maio e l’Ouverture del Festival

S’intitola “Il Natale Baianese” l’agile pubblicazione che fa da vademecum alla Festa del Maio. Un vademecum che si sviluppa per 42 pagine, con un interessante corredo fotografico realizzato dal professore Carmine Montella, curatore della pubblicazione che contiene testi tratti dalla tesidi Laurea, trattata da Martina D’Anna sul tema: “ Dalla tradizione europea dell’”Albero di maggio” alla storia del Maio di Baiano”. Di particolare risalto nella pubblicazione
Dall’utile Vademecum passaggio obbligato all’ Overture del Festival con il bel Concerto dell’ Ensemble “Amici del Maio”, diretto dal Maestro Pasquale D’Anna, negli ampi e accoglienti locali della Pro Loco che apre i battenti su corso Garibaldi. Una gradevole e piacevole sequenza di brani di musica classica e intonati all’evento natalizio. Un accattivante preliminare per la presentazione dell’ articolato saggio monografico- pubblicato a cura della Pro Loco- in cui Antonio Vecchione, fervido ed appassionato cultore del folclore locale – a cui ha già dedicato due significativi testi scritti in collaborazione con il compianto Orazio Bocciero – rivisita la Festa del Maio di Santo Stefano, per rappresentarne l’evoluzione compiuta negli ultimi trent’anni, per renderla fruibile e partecipata al meglio possibile dall’intera comunità, tutelandone la popolarità e lo spirito comunitario, che nulla concedono ai protagonismi devianti rispetto ai valori sociali, culturali e di fede religiosa che la connotano. Trentadue pagine patinate, fitte di attenta scrittura, con un pregevole corredo fotografico e temi ben focalizzati nel dibattito, coordinatyo da Felice D’Anna presidente del sodalizio ed animato da Giuseppe Silvestri, presidente dell’Unione provinciale delle Pro Loco di Avellino,dal preside Vincenzo Serpico, Stefania Canonico e dall’autore stesso, visibilmente emozionato, festeggiando nella circostanza il 72.mo compleanno.

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